Si è aperta il 18 Ottobre al FRAC Museo Fondo Regionale D’Arte Contemporanea di Baronissi ( Sa ), organizzata nell’ambito della 20 Giornata del Contemporaneo, promossa dall’AMACI la mostra fotografica/ reportage del fotografo salernitano Jacopo Naddeo, Burkina Faso, curata da Massimo Bignardi.
Naddeo dal 2014, anno in cui trascorse circa un mese nel paese africano come volontario, vi ritorna periodicamente, e nel 2022 al seguito di una missione umanitaria ne documenta il lavoro sul campo.
Da queste esperienze che hanno lasciato nel suo animo solchi profondi, per le condizioni di vita degli abitanti e soprattutto per i più anziani e disagiati, Naddeo ha tratto la sollecitazione a fare qualcosa in più, attraverso la sua ricerca fotografica, realizzando un calendario con le immagini di vita di quel lontano paese, poi distribuito in cambio di piccole donazioni, che hanno consentito di alimentare e finanziare il progetto “ Riso per un Sorriso “ che prevede l’acquisto di sacchi di riso da donare agli anziani e alle famiglie più bisognose dei villaggi nella provincia di Koupèla, durante il periodo natalizio.

Una mostra, afferma il Sindaco di Baronissi Anna Petta, “ che ci riporta alle responsabilità dell’arte, in particolare quella contemporanea: traccia importante “ orientata con le stesse prospettive, alle quali guardano i programmi di ricerca ed espositivi del Museo-FraC, con l’apertura verso diverse aree della creatività artistica e, in questi ultimi anni in particolare verso la fotografia “.
Mentre Massimo Bignardi osserva nel testo al catalogo pubblicato per i tipi di Gutemberg Edizioni – che “ inquadrare il progetto Riso per un Sorriso soltanto nel filone della documentazione etnografica, significa ridurre notevolmente il valore di osservazione di uno sguardo che, al di là della visione, pome come essenza l’idea di visibilità, ovvero la possibilità di dare all’immagine un valore effettivamente estetico”.
Una intensa stagione di osservazione quella che il giovane fotografo salernitano lascia balzare davanti ai nostri occhi; conosciuto e apprezzato come fotografo d’arte, in realtà la sua sicura personalità, e questo progetto lo attesta inequivocabilmente, lo spinge con insistenza verso il sociale antropologico, così come anni or sono aveva fatto con i ragazzi di Bucarest, viventi come ratti nelle viscere fognarie del sottosuolo, emblema ed accusa al passato regime del dittatore Causescu,
Ora il dado è tratto, e i suoi scatti sul paese africano lucidi e mai compiaciuti, frugano con discrezione nelle capanne e nei luoghi di aggregazione; i fuochi per preparare il riso, un vecchio invalido che con la testa si sporge a vedere oltre l’uscio della sua capanna, le trivelle al lavoro che cercano l’acqua fonte di vita e di speranza di futuro per la comunità.




Questo progetto accenderà la miccia del rapporto del Frac con le scuole, di ogni ordine e grado, per far conoscere e diffondere le visioni di altre realtà non conosciute o poco conosciute per difetto di comunicazione.
E come sottolineato in chiusura da Bignardi “ L’arte quindi come espressione di una nuova capacità di costruzione dell’essere, cioè che dà vita ad una << coscienza che sorge >>; secondo il pensiero di Marx – soltanto dal bisogno, dalla necessità di rapporto con altri uomini.
Ecco dunque le piste battute dal fotoreporter freelance Jacopo Naddeo, specializzato in reportage antropologici e sociali.

